Prestare attenzione al linguaggio del corpo e alla comunicazione non verbale ci permette di conoscere meglio noi stessi, e di capire cosa pensa chi ci sta di fronte. 

Comunicare in modo efficace significa unire capacità di espressione ed una buona capacità d’ascolto. Ma anche saper interpretare la cosiddetta “comunicazione non verbale” del nostro interlocutore, l'insieme di gesti, le espressioni del volto, la postura, l’orientamento, le distanze nello spazio, etc. 

Se esiste un’inesauribile fonte di informazioni su chi ci sta di fronte, quella è sicuramente la comunicazione non verbale.

È un vero linguaggio tutto da scoprire, che anche inconsciamente riesce a trasmettere emozioni e atteggiamenti precisi.

Il corpo è un mezzo di comunicazione straordinaria che fornisce la maggior parte delle informazioni, anche quelle che la voce non riesce a trasmettere.
Dopo aver letto questo articolo:

  • saprai presentarti ad un colloquio di lavoro, perché avrai imparato quali gesti evitare;
  • saprai capire se la persona con cui sei uscito/a è interessato/a a te;
  • saprai individuare se qualcuno è agitato, ansioso, emozionato, arrabbiato, etc.

E ti basterà osservare. Osservare i gesti, le espressioni facciali, la postura e i movimenti.

Sembra interessante vero?
Per capire come riuscire ad interpretare la comunicazione non verbale, occorre imparare i significati dei gesti, esercitarsi e mettere in pratica quanto appreso.

In questo articolo scopriremo il significato di alcuni dei gesti più comuni, espressioni, e movimenti.

Dio li fa e poi li accoppia

In principio non era la Parola, né il Pensiero né l’Energia. In principio era l’Azione

Johann Wolfgang Goethe nel Faust

Per centinaia di migliaia di anni, anzi per milioni di anni, gli ominidi prima e gli esseri umani poi, hanno comunicato fra loro in modo non verbale (extralinguistico) attraverso le azioni e i movimenti corporei come i gesti, la mimica del volto, lo sguardo, le grida e altri richiami vocali.

La comunicazione non verbale, o il linguaggio del corpo, è lo scambio di comunicazione tra due interlocutori, senza l’utilizzo di parole.
Questo tipo di comunicazione viene utilizzata molto spesso, senza che noi ce ne accorgiamo.

Sono molti i gesti che non possiamo controllare, soprattutto quelli legati alle emozioni, perché nascono nell’inconscio.
Quante volte ti sudano le mani perché sei nervoso?

Altri gesti invece possiamo controllarli: imparare a riconoscerli è utile per capire noi stessi e il nostro interlocutore.

Secondo il massimo esperto di comunicazione non verbale, lo psicologo statunitense Albert Mehrabian, la maggior parte delle nostre conversazioni giornaliere sono composte da:

  • 7% comunicazione verbale, quello che diciamo;
  • 38% comunicazione paraverbale, il modo in cui usiamo la voce ( tono, velocità, timbro, volume)
  • 55% comunicazione non verbale, tutto il linguaggio del corpo.

Parlare quindi son basta a trasferire quello che si vuol dire, anzi, la parola occupa la percentuale più bassa.

Per facilitare la comprensione, possiamo dividere il linguaggio del corpo in due gradi categorie:

  1. la categoria delle espressioni facciali;
  2. la categoria dei segni, gesti e postura.

I gesti più comuni nella comunicazione non verbale

Il volto è una regione elettiva del corpo per attirare l’attenzione e l’interesse degli individui.

I movimenti di occhi, labbra o sopracciglia, servono per manifestare determinati stati mentali del soggetto (certezza, dubbio, confusione, ectc.)

Lo sguardo ad esempio rappresenta un potente segnale comunicativo a livello non verbale; questo è un passo fondamentale per l’avvio di qualsiasi rapporto comunicativo, che si tratti di innamoramento, seduzione o competizione.

In genere la durata di ogni sguardo è di 3 secondi; chi parla, di solito, guarda di meno rispetto a chi ascolta.

Le persone che guardano di più gli altri sono valutate come sincere e estroverse
, intraprendenti e sicure di sé. Per contro, le persone con sofferenza psichica (come depressione o nevrosi) tendono maggiormente ad evitare lo sguardo.

Il sorriso è un altro potente segnale comunicativo: dimostra che si può mentire anche sorridendo.

Un sorriso è vero solo quando compaiono le cosiddette “zampe di gallina”, e quando gli estremi della bocca si estendono verso l’alto. Così, si indentifica la felicità.

Le sopracciglia, invece, tendono a sollevarsi entrambe per dare enfasi a un discorso che si sta pronunciando o come cenno di saluto. Se ne alza una come segno di scetticismo, mentre si abbassano gli angoli interni verso il centro se ci si arrabbia oppure quando si fatica a capire qualcosa.

Questi sono solo alcuni dei movimenti che ci aiuteranno a riconoscere almeno le emozioni di base: sorpresa, paura, rabbia, disgusto, tristezza e felicità.

Per quanto riguarda la categoria dei segni, gesti e postura, elencherò una serie di situazioni, con gesti e significati, nelle quali sicuramente ti riconoscerai.

  1. 1
    "Grattamento" del capo: la frase o la tematica espressa crea tensione nell'interlocutore in quanto rappresenta per lui un vero e proprio gratta capo.
  2. 2
    Accarezzamento delle labbra con le dita o il dorso della mano: indica un grosso gradimento emotivo nei confronti della tematica trattata o del suo interlocutore.
  3. 3
    Grattarsi o massaggiarsi la fronte: il soggetto non ha ben chiaro l'argomento o la tematica espressa e inconsciamente ci chiede di approfondirla e rendergliela più chiara.
  4. 4
    Spostare il busto o il corpo in avanti: indica un interesse rispetto all'argomento trattato dal soggetto con cui si interagisce.

  5. 5
    Toccarsi il naso: strofinare la parte inferiore del naso (sotto le narici) con il dorso della mano significa rifiuto per quello che si sta dicendo. Sfregare la parte esterna, invece, significa tensione emotiva, coinvolgimento.
  6. 6
    Alzata di spalle, palme delle mani: debolezza passiva, manifestazione di resa.
  7. 7
    Spostare occasionalmente oggetti verso se stessi: prendere oggetti e portarli a se rappresenta il cercare di fare propri i concetti dell'argomento trattato.
  8. 8
    Toccarsi la gola: la zona della gola è legata all'angoscia.
  9. 9
    Bacio dato a sè stessi: il soggetto esprime inconsapevolmente un bacio, arricciando le labbra anche lievemente, indirizzandolo verso nessuno in particolare. L'atto esprime gradimento verso la tematica trattata o il soggetto con cui sta dialogando.

  10. 10
    Rosicchiarsi le unghie: è un gesto che scarica la tensione di chi lo compie. Osservarsi le unghie, invece, è un'azione legata al senso del giudizio.
  11. 11
    Mordicchiarsi le labbra: il soggetto riconosce nell'operatore un grosso potenziale di coinvolgimento emotivo e inconsciamente lo invita ad approfondire l'argomento trattato.
  12. 12
    Portare l’indice ed il medio appaiati sulla guancia o davanti alle labbra: attenzione, riflessione.
  13. 13
    Aggiustarsi frequentemente il nodo della cravatta o i risvolti della giacca: tale gestualità può suggerire l’esistenza di un complesso di inferiorità (paura di non essere perfettamente a posto).
  14. 14
    Linguino: è costituito dalla rotazione della lingua sulle labbra o la sua semplice esposizione. Rappresenta il massimo segnale di gradimento nei confronti dell'argomento o del soggetto con cui si interagisce. Generalmente, dopo questo segnale, è possibile avanzare la richiesta per ottenere il consenso.
  15. 15
    Accarezzarsi i capelli: indica una estrema gratificazione nei confronti dell'interlocutore o dell'argomento espresso con connotazione affettiva.
  16. 16
    Il soggetto apre le braccia e le gambe: indica apertura nei confronti dell'interlocutore e degli argomenti trattati.
  17. 17
    Il soggetto incrocia le braccia e le gambe: posizione di chiusura totale a livello di comunicazione.

Conclusioni

Il primo assioma della comunicazione, elaborato dalla scuola di Palo Alto afferma che:

“È impossibile non comunicare. In qualsiasi tipo di interazione tra persone, anche il semplice guardarsi negli occhi, si sta comunicando sempre qualche cosa all'altro soggetto.”


Il mondo della comunicazione non verbale è vasto, se ti ho aperto una piccola porta, sta a te decidere se andare a fondo o meno.

Ma dopo aver letto queste informazioni non guarderai più le persone nello stesso modo!

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