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Ferie estive finite… è tempo di tornare al lavoro!

L’estate sta finendo… quasi tutti ormai siamo rientrati dalle vacanze e lentamente stiamo cercando di riprendere i ritmi “normali”. Questo periodo di passaggio dal dolce far niente alla frenesia quotidiana, genera spesso malinconia, umore cupo, ansia, mal di testa, dolori muscolari, difficoltà di digestione, insonnia, alterazioni dell’appetito, irritabilità, spossatezza, calo della concentrazione e ansia da prestazione lavorativa. Tutta colpa dello stress da rientro! Si tratta di una vera e propria sindrome: la “Sindrome da rientro”, appunto (gli inglesi lo chiamano “post-vacation blues”). Da una recente ricerca Istat, risulta soffrirne circa il 10% della popolazione italiana, soprattutto uomini e donne tra i 25 e i 45 anni.

Ma… perché arrivano questi sintomi? Ritornare alle “vecchie abitudini” significa andare incontro ad un cambiamento rispetto ai ritmi fisiologici e psicologici a cui ci eravamo abituati durante le vacanze. Nel momento in cui il nostro organismo deve far fronte ad un cambiamento, per riorganizzarsi, si prepara con tutta una serie di risposte. Laddove il cambiamento richiesto è troppo repentino, il nostro cervello “legge” tali richieste come un segnale di emergenza attivando dal punto di vista fisiologico delle risposte atte a fronteggiare la situazione. Infatti, i sintomi elencati non sono altro che una risposta del nostro corpo conseguente ad un cambiamento repentino cui il nostro fisico e la nostra mente debbono adattarsi. Si tratta, in breve, di un periodo di adattamento / assestamento completamente normale. Non bisogna allarmarsi, quindi, se si riscontra la presenza di alcuni dei sintomi suddetti per qualche giorno dopo ilrientro a casa e al tran tran quotidiano.

Quando l'ansia da rientro può diventare pericolosa? Quando la sintomatologia si presenta per più di una settimana fino a coprire diversi mesi è consigliabile rivolgersi ad uno specialista per analizzare le cause psicologiche di tali problemi.

Cosa si può fare per affrontare lo stress da rientro dalle vacanze?

  1. Date tempo al corpo e alla psiche di rimettersi in marcia a pieno ritmo dopo il periodo di torpore. Non ripartite, subito, al massimo. Il corpo ha sempre bisogno di gradualità. Ripartiamo lentamente con gli impegni consueti e aumentiamo l’impegno man mano, o disperderemo l’energia acquisita.
  2. Cercate di dormire di più, dalle 7 ore in su, almeno per la prima settimana successiva al rientro.
  3. Restate ad occhi chiusi per qualche minuto la mattina prima di scendere dal letto richiamando alla mente i luoghi delle vacanze.
  4. Ricordate i propositi fatti per migliorare la vostra vita quando eravate ancora in vacanza. Scrivete i principali obiettivi che vorreste raggiungere quest’anno (per se stessi, per il lavoro, per la vita privata, famiglia ecc). Scrivete almeno 5-6 obiettivi principali, importanti sui quali varrebbe la pena impegnarsi e passate subito all’azione.
  5. Prendetevi cura del vostro corpo con un’alimentazione sana e un po’ di attività fisica.
  6. Modificate i vostri pensieri negativi. Al rientro dalle vacanze è importante non alimentare la propria ansia con pensieri negativi e “irrazionali” ma è invece raccomandabile concentrarsi su pensieri positivi. Provate a fare una lista dei pensieri negativi e accanto a questi provate a scrivere, cambiandoli, dei pensieri più positivi. Questo piccolo esercizio vi aiuterà non solo a modificare i vostri pensieri negativi ma scrivendoli vi permetterà di guardarli con più consapevolezza e distanziamento, diventando di conseguenza meno disturbanti e più gestibili.
  7. Non dimenticate, infine, di dedicare del tempo alla famiglia e al partner proprio come si tende a fare maggiormente durante le vacanze.

 

Buon rientro a tutti i miei lettori.

Comunicazione non verbale e linguaggio del corpo: impariamo a riconoscere cosa pensa davvero chi ci sta davanti

Quante volte ci siamo sentiti dire “non è possibile parlare con te!”, “non mi ascolti!”, “non mi capisci!”. Comunicare in modo efficace non significa possedere solamente una buona capacità di esprimersi (saper parlare) ma anche avere una buona capacità d’ascolto (saper ascoltare) e soprattutto saper interpretare la cosiddetta “comunicazione non verbale” del nostro interlocutore (ad esempio i gesti, le espressioni del volto, la postura, l’orientamento e le distanze nello spazio, ecc…).

La paura di cambiare

Un vecchio detto recita: "Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”. Ognuno di noi desidera, nell'arco della propria vita, raggiungere obiettivi che ritiene desiderabili: un'autonomia finanziaria, un partner per la vita, un figlio, una casa comoda ed accogliente, ecc.

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